Sesso virtuale

sesso virtuale

Il sesso virtuale sempre più diffuso anche in Italia, ma quello che sembra un gioco innocente tra adulti può avere risvolti anche gravi per la salute.

Si parla spesso di sesso virtuale ma alcuni (i non nativi digitali soprattutto) possono ancora avere qualche dubbio su cosa esattamente si intenda con questo tipo di sessualità.
Diciamo che in un certo senso non è facile definire questa attività un’attività sessuale perché una caratteristica del sesso virtuale è l’assenza di qualunque contatto fisico tra i due o più individui che interagiscono.
Il cybersesso quindi viene ad essere per lo più uno scambio di messaggi, foto e video (in differente misura) di modo da procurare una eccitazione reciproca.
Il mezzo principale è ovviamente internet e i programmi più utilizzati sono quelli per chattare in modo privato ma anche i social network si prestano alla bisogna e può capitare di usare programmi insoliti, ad esempio, piattaforme di webgames o simili.
Il limite del sesso virutale è la sua freddezza fisica che nonostante le innovazioni tecnologiche non può essere superata, almeno per ora. Viene a mancare la stimolazione di due dei sensi più importanti durante l’interazione sessuale ovvero il tatto e l’odorato.
D’altro canto il sesso virtuale ha il pregio di essere un sesso sicuro da un punto di vista infettivo e promette di essere un sesso più facilmente accessibile.

Una recente indagine promossa da AshelyMadison, noto sito di incontri sul web, ha confermato che la tendenza degli italiani a provare il sesso virtuale sta aumentando, complice forse il fatto che sono sempre più diffusi device tecnologici che permettono di essere connessi in rete h24. E’ così, ben il 92% ammette di aver fatto sexting, ovvero aver usato un programma di messaggistica istantanea con scopi di avance e interazione sessuale.

Su una maggiore accessibilità al sesso virtule rispetto a quello reale probabilmente saremmo d’accordo in molti ma sulla reale sicurezza qualche dubbio occorre porselo.

E’ vero che chi pratica cybersex è a riparo da qualunque malattia venerea, infettiva o anche il rischio di prendersi una semplice influenza ma non si può dire lo stesso della sua salute psicofisica.

L’uso e l’abuso di vivere l’erotismo sulla fibra ottica invece che tra le lenzuola sembra avere un effetto negativo sulla sessualità normale.

Sempre dall’inchiesta del sito AshelyMadison, riportata anche su Repubblica.it, quasi la metà degli italiani ammette di avere un rapporto sessuale solo ogni 2 o 3 mesi.

Che l’abuso di cybersex abbia una sua parte di colpa è ammesso anche dal presidente della SIAMS, società italiana di andrologia medica e medicina della sessualità.

Soprattutto per i più giovani l’associazione continuativa e fin dalla prima adolescenza della sessualità scissa dal rapporto personale diretto porta a problematiche sessuali in età adulta. “Oggi abbiamo sempre più giovani” ammette allarmato il dottor Foresta “che hanno problemi di erezione pur non avendo nessuna patologia a livello fisico”. La motivazione è appunto un’abitudine reiterata a vivere la sessualità in modo solitario o falsamente relazionale com’è nel caso del sesso virtuale.

In questo senso cybersex interazionale o cybersex solitario stimolato da materiale pornografico hanno effetti similmente dannosi. Si cade anche in questo caso in modalità comportamentali simil dipendenti con tolleranza alle situazioni (ovvero ricerca di stimolazione sempre maggiore per avere lo stesso effetto di eccitazione), riduzione del desiderio per la sessualità normale, deficit erettivo e possibile anorgasmia.
Il sesso virtuale mostra le sue controindicazioni molto pesanti.

Anche perché una volta instaurata una dipendenza da sesso virtuale è molto difficile avere un controllo autonomo sulla stessa.
E’ necessario quindi iniziare un percorso di disintossicazione che deve essere superveduto da personale professionale ed esperto, ove si voglia avere buone probabilità di rieducare la propria personalità in funzione antidipendenza. Il ricordo ad un aiuto o meno è spesso determinante nel successo terapeutico.

Oggi anche in questo particolare tipo di dipendenza da sesso virtuale esistono dei trattamenti farmacologici e psicologici che aiutano nel percorso di riequilibrazione di personalità che vivono un disturbo disagiante e disturbante come la dipendenza da sesso. L’obiettivo è ritrovare un’armonia in cui la sessualità non è un’ossessione che monopolizza pensieri e vissuto ma è parte piacevole e sana della capacità umana di interagire col prossimo.

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