Ninfomania, quando il sesso diventa un’ossessione per le donne

ninfomania

La ninfomania è stata considerata, per anni, una vera e propria malattia che caratterizza determinati soggetti di sesso femminile.

Sostanzialmente la ninfomania è stata ridefinita da poco tempo e messa in equivalenza alla satiriasi maschile: infatti, l’OMS ha bollato la ninfomania come disturbo mentale, per riconoscerla come patologia e approccio compulsivo ed espressione dell’ipersessualità.

La ninfomania ha radici storiche molto lontane, che affondano nel modo in cui la donna ha dovuto sopprimere da sempre i propri istinti sessuali, rispetto a quelli maschili che potevano essere sbandierati alla luce del sole e giustificati – se palesati – sul piano sociale e politico. Alla donna, dunque, sono stati negati tutti i piaceri possibili, in nome di un maschilismo imperante.

Il termine ninfomane, nel corso del tempo, ha assunto un’accezione negativa, denotando una tipologia di donna che è alla continua ricerca di uomini per soddisfare i propri istinti carnali, compulsivi e famelici. Un atteggiamento morboso, compulsivo che può essere soddisfatto con qualsiasi partner sessuale, a prescindere dalla bellezza, dell’avvenenza e della posizione sociale di quest’ultimo. Il primo a parlare di questa “malattia” è stato J.D.T de Bienville che nel suo studio, “La Nymphomane, ou Traité de la fureur utèrine” affronta questo argomento definendolo, per l’appunto, come furore uterino. Con gli anni, la ninfomania è stata inscritta negli atteggiamenti ipersessuali e prevede l’emergere di determinati sintomi nella donna.

La ninfomania è, a tutti gli effetti, una dipendenza per la quale un soggetto femminile è ossessionato da un unico pensiero: avere rapporti sessuali e immaginare situazioni legate al sesso. I piaceri fisici, dunque, c’entrano poco con questa dipendenza da sesso. Il rapporto sessuale è la concretizzazione fisica di problemi di stampo psicologico. Pertanto, non bisogna confondere le donne che cercano piacere fisico, cambiando partner di continuo da quelle che vedono nel sesso il fine ultimo di uno sfogo puramente psicologico legato al sesso quale pensiero ossessivo. La ninfomania, dunque, è una patologia che può prendere piede da diverse situazioni e scaturire da differenti cause. Per alcuni, tale patologia deriva da traumi o disturbi psichici – ricalcando, in questo senso – l’approccio messo in discussione dall’OMS. Per altri specialisti, invece, la riconducono a comportamenti sessuali deviati rispetto alla norma, legata a uno specifico gruppo sociale.

Come si comporta una ninfomane?

La ninfomane non riesce a controllare i propri impulsi sessuali e cerca, di continuo, nuovi partner sessuali per soddisfare le proprie irrefrenabili voglie. Gli uomini non gli “servono” per arrivare all’orgasmo puramente fisico, ma da strumento utile per alleviare i propri problemi interiori e psichici. La ninfomania, come si può immaginare, distrugge la vita sociale della donna che ne soffre, la quale inizia ad allontanarsi da amici, parenti e ad avere problemi sul piano lavorativo.

Si può guarire dalla ninfomania?

L’ipersessualità è un impulso involontario e, pertanto, una donna che vuole uscire dal tunnel della ninfomania ha bisogno dell’aiuto di un personale specializzato che la aiuti ad affrontare i propri problemi, conducendola verso la strada della guarigione. Nel caso della ninfomania, il medico può prescrivere alla paziente diversi farmaci: tra questi, ci sono gli antidepressivi, terapie individuali che sono mirate all’individuazione del disagio interiore che comporta atteggiamenti sessuali compulsivi.

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