La dipendenza da sesso in un film

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Un coraggioso film del regista Steve McQueen affronta il difficile tema della dipendenza da sesso, senza banalizzarlo bensì restituendoci un bel documento.

I film sulle dipendenze sono diventati ormai abbastanza normali e certo questo è importante perché anche la cultura di massa sia avvicinata a questo problema, ai suoi drammi e alle emozioni che ne stanno dietro.
Ma delle varie forme di ossessione oggi conosciute, quella da sesso è forse meno adattabile a diventare il soggetto di un film che cerchi di trattare la questione in modo serio e drammatico.
Un’eccezione a questo deserto artistico è data dal recente film “Shame” tutto incentrato sulla dipendenza da sesso del protagonista.
Il film è firmato da Steve McQueen che ha lavorato sia alla regia che alla sceneggiatura, (per inciso non è il McQueen star della seconda metà del secolo scorso ma è un regista che ha saputo farsi notare, non ultimo con il suo “12 anni schiavo”).

La trama, la vita di un dipendente da sesso

Il trentacinquenne newyorkese Brandon è un uomo di successo ma è anche un tipico caso di dipendente da sesso.
Il problema condiziona pesantemente la vita di Brandon che deve appagare la sua ipersessualità in vari modi tra cui ricorrere a continui e anonimi incontri sessuali. La solitudine emotiva e l’alienazione relazionale gli causano evidente disagio oltre alla condizione di vergogna che dà il titolo al film (shame in inglese è appunto vergogna, un sentimento che accomuna molti dipendenti).
Anche le relazioni più intime con i familiari sono drammaticamente danneggiate dalla sua ossessione per il sesso. Il protagonista è in bilico tra il voler rimanere nella sua dipendenza in cui si sente allo stesso tempo solo e isolato ma forse anche sicuro e appagato e il desiderio di risolvere la sua dipendenza da sesso che sente essere insana e autodistruttiva.
Il finale è aperto.

Il film è certamente un film forte (in America è vietato ai minori di 17 anni) e coraggioso perché tocca una dipendenza difficile da trattare al cinema. Alcuni critici pensano che il problema di questi film è il rischio che essi siano presi per film pornografici invece che di denuncia. Un destino che non riguarda altri film sulle dipendenze poiché vedere un dipendente da alcol o cocaina o altre sostanze può choccare ma è meno emotivamente coinvolgente di una persona che mostra dipendenza da sesso.
Il film ha riscosso vari premi e raggiunge uno score di 79% su Rotten Tomatoes, uno dei più quotati siti di critica cinematografica on line.

Come detto l’obiettivo del film era molto alto e pur con dei cali di tono l’impressione è che sia stato raggiunto.

La speranza è che sempre più persone provino meno shame per questo tipo di ossessione e trovino il coraggio e la volontà di farsi aiutare ad uscire da questa dipendenza.

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