La Dipendenza da Sesso

dipendenza da sesso

Entrata a far parte da diversi anni tra le cosiddette “new addictions”, l’ipersessualità è nota per essere una delle “dipendenze senza droga” del nuovo millennio, enfatizzata dalla spinta sociale all’edonismo ed alla compulsione nella ricerca di rapporti di tipo esibizionistico oppure ossessivo. La dipendenza da sesso è sempre più parte degli espedienti che la persona che ne fa ricorso sfrutta per gestire il proprio stress personale, il quale può essere legato a diverse sfere di problemi, quali ad esempio affettive o umorali.

Non manca, tuttavia, chi vede in questa particolare forma di sessualità compulsiva una sorta di “mito”, definendo l’attività sessuale del tutto naturale per l’essere umano, considerando quindi la dipendenza un prodotto di tipo culturale più che un problema.

Nonostante ciò, sono diverse le persone che, a seguito di questi rapporti, accusano un malessere psicofisico generale, che contempla tra i suoi effetti una diffusa sensazione di ansia, aggressività o generale sfiducia verso le proprie capacità.

Molto spesso, affiancarsi a chi pratica una sessualità compulsiva per comprenderne i motivi, non viene facilitato poiché non si tende a valutare l’analisi di tutte le sfaccettature del fenomeno con la dovuta obiettività, con il risultato di colpevolizzare la persona e la propria dimensione sessuale. Nonostante la maggior parte degli ipersessuali tenda a sfogare con partner consenzienti le proprie necessità, non di rado giunge notizia di comportamenti egodistonici, che arrivano a toccare casi di cronaca in cui si sfocia purtroppo nel crimine vero e proprio, prevaricando gli interessi di altri con i propri comportamenti.

La necessità di sempre più dipendenti dal sesso è quindi la trasformazione dell’impulso che consente di rendere il soggetto cosciente del fatto che può avere a disposizione più valvole di sfogo con cui dissipare la propria ansia e, se presente, un’eventuale difficoltà di relazione. Questo può avvenire ricalibrando il bisogno in oggetto con ansiolitici o un percorso cognitivo che eviti al soggetto di gratificarsi per impulsi, preferendo invece una soddisfazione graduale nel tempo, da ricercare in attività costruttive e personalizzate a misura di individuo.

Evitare perciò che la sessualità si trasformi in un semplice rifugio e diventi un complemento naturale della propria personalità è l’obiettivo ideale per rafforzare l’autostima del dipendente, fino al momento in cui potrà vivere i propri impulsi in maniera più distesa e sana.

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